Non devi essere né felice né perfetto.
Non devi essere né felice né perfetto.

Sta aumentando la mania del controllo.

Devo essere perfetto. Se sarò perfetto, sarò felice!

1) Cosa vuol dire essere perfetti?
2) Cosa vuol dire essere felici?

1) Il bisogno di perfezione nasce dalla frustrazione per non riuscire a raggiungere un’immagine ideale di sé. Ti sei giudicato come manchevole, difettato, non corrispondente ad un’idea che ti sei fatto riguardo a come dovresti essere nei confronti di te stesso e degli altri. L’idea su come dovresti essere nel mondo del lavoro e su come dovrebbe andare la tua attività. L’idea su come dovresti comportarti con il partner, con i genitori, con i figli, amici e tutto il cucuzzaro!
Sei praticamente spinto, spinta, da un giudice interiore spietato che non ti lascia mai in pace, che non ti consente di rilassarti e magari congratularti per qualche soddisfazione vissuta. Il dialogo interno è incentrato su una parola: “Devo”. Ovviamente separato dal “Piacere” che è percepito come concetto opposto, distante dagli impegni quotidiani, e da meritare.
Dentro di te stai creando una forte separazione. Una parte di te che necessita di mollare il controllo su tutto, con il conseguente desiderio di fuga, e l’altra parte che si affanna a corrispondere a quella realtà astratta sganciata dal sentire e dalle emozioni che sono sacrificate sull’altare dell’ego…che crede nell’utilità dello scorrimento di sangue sacrificale per ottenere il premio.

Alla base c’è un senso di rifiuto per come si è, e di conseguenza una scarsa, scarsissima capacità di ACCETTAZIONE. Hai appreso che così non vai bene. Magari sono mancati quegli apprezzamenti genitoriali, quella pacca sulla spalla, quella carezza, quella parola di approvazione/riconoscimento che stai usando per reiterare un passato che non c’è più!

Parti da qui, immagina Ora come staresti, cosa sentiresti nel corpo se mollassi tutti quei mostri che chiedono il tuo sacrificio? Cosa proveresti ora se dovessi lasciare andare tutto e non dover rendere conto a nessuno e neppure a te stesso, facendo emergere quello che c’è Ora? Che immagine salterebbe nella tua mente che ti ricondurrebbe a questa PACE semplice che non ti ha mai lasciato? Prova, chiudi gli occhi e apri il RESPIRO

 

2) Pensiamo che essere felici sia avere una vita perfetta dove il sorriso sia sempre stampato in faccia, dove ci sia accordo con tutti, dove non ci siano problemi con il denaro, né con il lavoro e così via… Anche essere felici è diventato un DEVO. Anche qui c’è da fare attenzione alle emozioni turbolente. Se sento la tristezza non sono felice, se piango o mi arrabbio non sono felice e quindi sono sbagliata, sbagliato, sono da curare! Se commetto un errore non sono felice e tanto meno perfetto.

L’Essere che siamo non ha bisogno di regole da seguire, non ha bisogno di paradigmi esterni, ma soltanto di essere ASCOLTATO e SEGUITO.

C’è soltanto l’idea di felicità che ti fa perdere l’esperienza di momenti felici. Accettare delle lacrime che liberamente sgorgano, accettare il fuoco della rabbia che ha bisogno di bruciare…accettare quella mancanza di senso della vita, quella frustrazione, quel vuoto che fa paura…L’Essere Sa accogliere tutto ciò. Tu sai accogliere tutto quello che si affaccia nel campo della tua Coscienza perché ha necessità in quel momento di manifestarSi. La tua Anima ha bisogno di ESPRIMERSI attraverso le modalità che conosci. Un’emozione può arrivare per uno scopo nascosto alla tua mente cosciente. Manca la FIDUCIA nelle tue radici più profonde e sagge della tua esistenza, intesa come manifestazione del tuo Divino Sé in questa dimensione. Sembra che tutto debba venire dall’esterno. Si trovano manuali per diventare felici. Sarebbe come insegnare ad un ragno a fare la sua tela! Mentre il corpo fisico ci mostra benissimo il suo potere di AUTOGUARIGIONE nell’esempio di una ferita e della sua cicatrice, così anche i nostri corpi sottili hanno lo stesso potere. Anche il corpo emotivo ha il potere di elaborare una tristezza o una paura se accolta, ascoltata, osservata e non soggetta a giudizio alcuno. Essere felici non è la mancanza di problemi o l’assenza di emozioni. Ma percepire QUEL LUOGO DI PACE insito nella nostra Sostanza Spirituale nonostante quello che accade sulla scena del mondo. Avere la percezione del fuori dal tempo e dallo spazio. Tutto quello che ha realtà eterna produce PACE e GIOIA.

Osserva soltanto quando le tue azioni nascono da una paura. E qui scegli Chi Essere! E quando lo scopo che ti muove nasce da una paura…è il momento buono per fermarsi e accudirsi come bambini piccoli, diventare GENITORI DI SE STESSI (il mio prossimo libro!). Sii semplice…come FIUME CHE SCORRE…scorri anche tu con le cose che ti arrivano…NON OPPORTI A NULLA! Non c’è nulla da combattere, né da raggiungere, né da guadagnarsi.

La Vita in Te ti dirà Chi Sei…prepara il Tempio del tuo Silenzio, e Ascolta!

Elisabetta Paparoni

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