Qual è il partner giusto?
Qual è il partner giusto?

Sappi che se ti trovi in coppia, hai al tuo fianco il partner giusto per te.

Hai quello che scegli e che ti attrae non per via cosciente. Vivi quello che è utile per il tuo accrescimento. Se c’è armonia c’è armonia, c’è flusso, acqua che scorre, complicità, condivisione, intimità, forti corrispondenze sui diversi piani di realtà. Se c’è attrito o c’è conflitto frequente o c’è calo di desiderio o intolleranza, c’è possibilità di crescita, non per l’altro, ma soprattutto per te. L’altro è semplicemente un riflesso delle tue convinzioni interne. Si fa specchio delle tue rabbie di quello che non tolleri, degli stadi evolutivi che andrebbero riconosciuti e poi superati. Insomma c’è molto materiale di lavoro.

Enrica mi ha chiamata perché aveva necessità di comprendere il suo rapporto con il marito. Scaricava sul marito tutte le sue frustrazioni ed insoddisfazioni. Non capiva come mai era ancora legata a quella situazione. Enrica aveva bisogno di tutte quelle attenzioni che nella sua infanzia non aveva ricevuto. Il marito era un uomo molto impegnato nel suo lavoro ma piuttosto presente emotivamente. La sua assenza veniva letta come disinteresse per Enrica e questo era motivo di forti litigi finché lei riuscì a contattare i suoi bisogni più profondi e a divenire una Donna responsabile del suo sentire. Enrica era riuscita a trasformare le sue frustrazioni in occasioni di crescita e a riscoprire una nuova e giocosa modalità di approcciarsi al marito. Lo aveva “utilizzato” per proiettare antichi dolori e perpetuare il suo attaccamento ad essi per paura di crescere e di conoscersi sotto un nuova luce.

Accade questo! Che attraverso la relazione con l’altro possiamo imparare a gestire il rapporto con noi stessi in modo più maturo. E la persona che ora ti è accanto ti “serve” per fare i tuoi progressi evolutivi, per integrare quello che avevi rifiutato fino a l’altro giorno. La relazione può tranquillamente terminare secondo questa ottica. Finito l’apprendimento finisce la relazione. Oppure in base all’intensità della compatibilità animica con l’altro, si può procedere in due, si progredisce in due, si cammina insieme…finché morte non ci separi.

Considera gli aspetti che più ti infastidiscono del tuo partner ed osserva che tipo di reazione hai. Parti dal presupposto che non è mai l’altro, ma sei tu ad avere quella reazione che è tua e personale. Abbi il coraggio di entrare dentro di te e di cercare quello che ti impedisce di mettere in atto un’azione  costruttiva che non lede nessuno, ma rispetta il tuo sentire più autentico e il tuo Valore.

Usa le situazioni ricorsive…essendo tali vuol dire che ancora non sei pronta, pronto, per apprendere e rompere lo schema che ti lega alle solite reazioni.

Lui si arrabbia perché lei è poco accogliente e poco collaborativa in casa, quindi si adopera più del dovuto. Lei prova a cambiare ad impegnarsi nei lavori domestici e a moderare degli atteggiamenti. La relazione rischia la chiusura. Il tentativo di  cambiamento dura due settimane e poi tutto ritorna come prima. Ed il ciclo si ripete. Due tessere che non si incastrano!

Manca una domanda fondamentale: ACCETTO L’ALTRO PER COME VERAMENTE E’?

Usi la storia per giustificare che non meriti la persona giusta? Per non dirti che effettivamente stai meglio da sola, da solo, perché non hai il coraggio di ammettere che hai paura di una storia importante? Che non meriti di essere apprezzata/o come Donna, o come Uomo? Che in fondo ti devi accontentare perché il sacrificio è sinonimo di amore, o perché meglio non potresti trovare? O perché hai paura della solitudine? Parti da qui per fare chiarezza su quello che vuoi veramente da un rapporto di coppia.

Il partner che non accetti, rimarrà finché non ti sarai liberata, liberato, di quella dinamica interna che ti lega ad un’immagine che tu hai di te e che si manifesta nella relazione attraverso attriti e controversie che non permettono un libero scorrere della storia. 

Ma È Tutto Perfetto Così!

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