Ne hai Voglia, o Bisogno?
Ne hai Voglia, o Bisogno?

Quel confine sottile che si fa spesso fatica a percepire, anzi che molto spesso neanche te ne accorgi e sei sicuro che è il desiderio e la gioia  che ti muovono!

Ebbene, è estremamente così facile ingannarsi. Siamo proprio bravi a raccontarcela.

Ma cerchiamo ora di descrivere un po le differenze e determinarne i vissuti emotivi associati ad ogni esperienza.

Cosa accade quando ho Voglia di qualcosa/Qualcuno?

Faccio una premessa. IL desiderio e l’avere voglia in questo caso li intenderò sinonimi. Anche se il desiderio si sposta più in là nel tempo per la sua concretizzazione.

Il desiderio o avere voglia non richiede un’esperienza di appagamento immediata. Rimango tranquillo, rimango serena, se non riesco a seguire quell’onda che mi porta a chiamare quella persona per condividere un’esperienza o a creare quelle condizioni desiderate.  Se il mio desiderio coinvolge la presenza di un’altra persona, esempio nella coppia o nell’amicizia o nell’ambito professionale, riuscirò a restare nella dimensione di ASCOLTO, saprò regolare la mia spinta in base al sentire dell’altro. Solitamente quando lo slancio è pulito, ossia non mira a possedere né a prendere, si trova corrispondenza quasi senza chiedere. Ci si ritrova a vivere quelle sensazioni quasi spontaneamente, come se si fosse trascinati da un flusso maestro che Sa già!

E come ci si sente in conclusione? Ci si sente di aver generato un valore aggiunto a tutto quello che è intorno a Te. Di aver arreccato più gioia e amplificato e accresciuto un’amorevole energia.

 

Mentre nella dimensione del bisogno si è ciechi alle esigenze degli altri e ci si muove su un’onda più egoistica che pensa alla propria soddisfazione anche se ci si deve per questo, relazionare con l’altro. Ad esempio quando si vuole un’amicizia con una persona e si dà per scontato che anche l’altra parte voglia la stessa cosa. O quando si imposta una situazione all’interno della coppia senza confrontarsi con il partner. Quando scegli tu per l’altro. Ma si può scadere facilmente nella delusione, nel tradimento, nel rifiuto e nel senso di abbandono quando  credi che sia la presenza dell’altro a dover soddisfare le tue esigneze. Si chiede inconsciamente all’altro di prendere parte ad un processo che è estremamente intimo e personale. Nessuno può appagare un bisogno affettivo, di convalida, di approvazione, di autostima o di vicinanza, nè in coppia, né nell’amicizia e in nessun’altra dimensione relazionale. Nel bisogno inconsapevole non riesci a vedere quel senso di pretesa ed aspettativa che getti sull’altro senza curarti minimante di ascoltare le sue esigenze. Sei orientato a possedere, prendere, succhiare per il tuo tornaconto, a valicare dei confini senza pensare di essere in realtà un Dono da offrire. Ed ecco che dinamiche infantili si affacciano  a tua insaputa. Ma come potresti accorgertene? Semplicemente dalla reazione emotiva dell’altro e dalla tua. Da quello che l’altro fa o non fa secondo le tue fantasie. Da come ci rimani se il tuo bisogno, che confondi con la voglia, non è soddisfatto.

Quindi se le tue esigenze non vengono appagate, vai nella crisi e in tutte quelle ferite dell’anima che già sai. Ma è soltanto tua ReSponsAbilità.

Nella voglia o nel deiderio, i bisogni affettivi primari sono già soddisfatti. C’è un senso di pienezza che porta soltanto a donare e non a chiedere, poiché non vi è nessuna percezione di mancanza.

Ecco su quali basi si possono costruire relazioni di coppia, ad esempio! E per una grande percentuale sono ancora basate sul bisogno.

Attenzione a:

-Ti amo (perché ho bisogno di te)! –

– Senza di te non posso stare!-

– Tu sei la mia ragione di vita!-

– Tu sei la luce dei miei occhi!-

Ecc…sono soltanto tentativi lusinghieri di incatenare l’altro a sè per ottenere ciò di cui se ne sente il bisogno. E se dall’altra parte c’è a sua volta un’ulteriore esigenza di riconoscimento e di approvazione, chiaramente farà breccia e aggancerà la persona a diventare il salvatore o la salvatrice del partner, rinunciando sempre di più a se stessa. Perchè cercare di essere importanti per l’altro, è un altro miraggio!

Sei soltanto Tu che devi avere bisogno di Te!

Sei soltanto Tu che puoi soddisfare i tuoi bisogni più profondi, ed hai tutte le capacità e le risorse per farlo!

Quello che ho appena scritto richiede un’attenzione morbida ma costante con se stessi. Richiede una profonda conoscenza di se stessi ed una prontezza a riconoscere quando è partita l’illusione della mancanza per andare a proiettarsi sull’altro. I percorsi di crescita che propongo servono proprio ad intraprendere questo cammino con se stessi, ed una volta avviati, come un allenamento, si diventa sempre più competenti nel riservare tutte le cure necessarie a se stessi.

Elisabetta Paparoni

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